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Il filo rosso del destino

Il filo rosso del destino - RRH037-2020

La produzione di RRH a volte passa per la commissione artistica e credo sia giusto affrontare questo argomento in maniera seria e approfondita.

Quando vengo contattata per discutere di una commissione, normalmente tramite web o social, spesso non conosco l’altra persona, non so nulla di lui/lei; poi spesso mi chiedono di dipingere qualcosa da regalare, come nel caso di questo quadro, e chiaramente diventa complicato poiché ci devo mettere dentro qualcosa di più rispetto al solito.

Ed entra in gioco quindi l’empatia.

Il filo rosso del destino RRH037-2020
Il filo rosso del destino RRH037-2020

Il committente mi richiede un soggetto o un tema ed io, per svilupparlo, necessito di entrare nella mente di questa persona per creare un’atmosfera.

Iniziamo quindi a parlare di arte, di musica, di esperienze, parliamo di tante cose e, se entriamo in sintonia e comincio a crearmi un immaginario condiviso, decido se potrò o meno soddisfare le aspettative perché a me piace mettere nei quadri le storie e le emozioni mie e di chi ha richiesto l’opera.

Non è facile e a volte decido che non sono la persona adatta: penso sia una grande forma di rispetto a volte anche rifiutare e indirizzare a chi, secondo me, potrebbe soddisfare la richiesta in maniera migliore.

Nel caso di questo quadro il feeling c’è stato da subito.

Il filo rosso del destino RRH037-2020
Il filo rosso del destino RRH037-2020

La storia che ci sta dietro, per rispetto della committenza e della terza persona a cui alla fine è stato regalato, ovviamente non ve la racconto: è una storia di emozioni personali e terrò per me il suo concepimento creativo; ma, mentre lui parlava e raccontava la sua storia, la mia mente ha creato una serie di immagini e di sensazioni che mi hanno portato a creare questo soggetto.

Questo è il mio modo di lavorare con le opere in commissione: dentro ci puoi trovare me, ma anche “altro”, e credo sia bellissimo creare una sincronia mentale con persone che spesso non conosco.

Elisa RRH

Il filo rosso del destino

Il filo rosso del destino - RRH037-2020

Il filo rosso del destino

Titolo / Title: Il filo rosso del destino
Soggetto / Subject: CorviCrows
Descrizione / Description: Due corvi uniti da un lungo filo rosso.Two crows joined by a long red thread.
Supporto / Support: Tavola

Table

Tecnica / Technique: Acrilico su foglia d’argentoAcrylic on silver leaf
Data / Date: 15 / 10 / 2020
Dimensioni / Size: H / H 40 – L / W 40 – P / D 3 cm
Cornice / Frame: si / yes
Dimensioni cornice / Frame size: H / H  45 – L / W 45 – P / D 3 cm
Peso / Weight: 1,0 kg
Musica / Music: ……………………………..
Note / Notes: Opera commissionataCommissioned work
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Erzulì Dantor

Erzilì Dantor - RRH004-2022

Ecco cosa unisce lo spirito-guida Erzulì Dantor, la religione vudù e la Dea Morrigan al mondo di colori RRH

L’opera che vi presento oggi è strana, lo ammetto.

Non ci sono i miei colori qui!

niente rosso??? niente visi pallidi e smunti o scheletrici???? Addirittura un bambino???? Ma sei impazzita?

Certo che bisogna impazziere e stravolgersi altrimenti che noia!

in breve cosa è successo: stavo dipingendo la Marie Laveau che vi ho presentato qualche settimana fa e mi sono immersa nel mondo del vudù leggendo e documentandomi bene e ho mi sono appassionata.

Ci sono tantissimi personaggi interessanti, i Loa, spiriti guida in pratica, che rientrano perfettamente nei parametri evocativi del mio immaginario pittorico.

Il Primo Loa e anche il più importante è proprio Erzilì Dantor che rievoca l’iconografia della Madonna Nera.

Il Vudù è simpatico perchè unisce l’immaginario Cristiano a quello Africano animista ed evoca immagini, sapori, musiche e atmosfere di luoghi come Haiti e New Orleans, luoghi che sprizzano di colore e di musica tribale e ritmi caraibici da un lato e buie e tetre usanze religiose dall’altro.

Questa è l’atmosfera ideale per far esplorare il mondo dei colori a RRH (sono io RRH per chi ancora non l’ha capito) senza tramortirla o spaventarla a morte.

Ma ritorniamo indietro, inizio gennaio:

– Il laboratorio pittorico riprende vita , almeno in parte, dopo la Siesta di 8 mesi causa ristrutturazione .

Non avevo moltissimi materiali a disposizione a parte molte cornici accumulate e qualche tavoletta di legno.

Il Fato mi ha portato improvvisamente un recupero di una quantità immensa di colori “colorati” di ogni tipo e molti quadri vecchi.

Questi segni per me sono importanti nella mia produzione:

  • Recupero colori? Vuol dire che devo usare colori.
  • Recupero pennelli? Vuol dire che mi serviranno proprio quei pennelli.
  • Mi prendo bene con il Vudù? Elisa , dipingi il Vudù

Io ragiono così.

Scelgo lei , Erzilì perchè a pelle mi piace e intanto mi informo.

Cito un riassuntino da wikipedia ma vi invito a leggere qualcosa di più, è veramente interessante :

“Il suo culto viene celebrato di martedì il martedì, normalmente in forma privata, davanti ad un altarino di colori blu, verde e rosso, sul quale vengono offerti campioni di crema di cacao, gioielli, anelli d’oro e profumo Florida Water (simile all’acqua di Colonia). In occasione della ricorrenza annuale, viene anche presentato un maiale opportunamente trattato.Secondo la tradizione, la rivolta degli schiavi del 1791 ebbe inizio con un patto spirituale che si concluse con una grande festa in onore dell’entità spirituale, che è divenuto l’Iwa della vendetta e della rabbia, protettore della nazione. Durante gli anni’70 e ’80, il culto fu riscoperto dalle madri single.”

E continua :

“È stato ipotizzato che il culto di Ezili Dantor potesse essere stato alla base della venerazione della Vergine nera di Częstochowa[1][2] Il culto sarebbe nato quando alcune milizie polacche inviate da Napoleone Bonaparte a sedare la Rivoluzione haitiana riportarono in patria due copie dell’icona direttamente dall’isola caraibica.Le truppe polacche furono decimate dagli schiavi insorti e indotte a disertare, ottenendo in cambio la libertà e la cittadinanza haitiana da Jean-Jacques Dessalines, primo governatora della repubblica nata dalla vittoria del 1804.Negli anni 2000, nell’isola sopravviveva ancora una comunità polacca discendente da questi soldati, concentrata quasi interamente nella località di Cazale.[3]Il sincretismo dei due culti pagani portò il voodoo della Louisiana ad associare lo spirito Ezilí Dantor alla lwa alla maternità della maternità propria della Vergine Madre di Dio.Invece, secondo una lettura moderna dei resoconti haitiani dei riti voudoo descritti da sacerdoti e fedeli officianti dell’isola, il bambino vestito di rosa sarebbe identificabile con Ezilí Freda, la sorella minore di Ezilí Dantor, che avrebbe lasciato due cicatrici sulla guancia della primogenita, nel corso di una lite d’amore per la divinità della guerra Ogun.

Wow non trovate?

La mia Morrigan! E’ proprio lei! Morrigan, che dal 2016 mi ha guidato nella ricerca del Rosso e che mi ha fatto esplodere creando il mio universo nero e rosso, le Mia Morrigan mi ha assistito e in 5 anni insieme abbiamo prodotto 250 quadri, quadretti, disegnini, opere enormi, tutto.

Poi si è addormentata, l’ho mandata in letargo e nel frattempo ho studiato, ho dipinto su commissione pergamene classiche, pergamene colorate, miniature rinascimentali affreschi decorazioni , di tutto!!!

ho dipinto di tutto tranne che ME.

Per svegliare Morrigan è stato necessario cercarla in altri luoghi -perchè lei secondo me, stanca di aspettarmi è andata a farsi un giretto- è la ho ritrovata dall’altra parte del mondo, nascosta in una pelle diversa, nascosta da vesti diverse ma è lei, sempre la mia energica e potente Amica Morrigan di cui ogni tanto ho anche il timore.

Vi Presento quindi Erzilì (Morrigan) Dantor così, dipinta di getto a olio su tavola, velata di blu scuro.

Il suo volto colore ambrato e nascosto non solo dall’ombra ma dal trucco rituale .

Erzilì viene rappresentata sempre come Madonna con il Bambino quindi anche il piccoletto l’ho truccato come lei.

Ho utilizzato il blu, un colore che mi crea di solito molti problemi ma questa volta mi ha soddisfatto e credo sia grazie al cambio di tecnica, in sostanza non amo il blu acrilico mentre l’effetto traslucido e trasparente che l’olio mi permette me lo fa rivalutare tanto.

Per ovviare all’eccessivo contrasto freddo che questo colore aveva apportato al mio soggetto ho introdotto i toni seppiati che avevo già usato per la Marie Laveau trasformando il quadro in un vero e proprio dipinto policromo.

Per ricollegare il personaggio alle sue origini Cristiane ho quinti aggiunto l’elemento divino delle aureole raggianti realizzate a Missione con foglia d’oro .

Il tocco finale per renderlo davvero mio e ricollegarlo alla mia produzione personale c’è: il cielo tra i raggi dorati rimane nero , leggermete annuvolato ma con le stelle.

Signori, eccovi la mia guida 2022

Olio su tavola60 x 30 cm

Cornice da valutare e personalizzare.

Elisa RRH

Erzilì Dantor

Erzilì Dantor - RRH004-2022

Erzilì Dantor

Titolo: Erzilì Dantor
Soggetto: Icona da altare di Erzilì Dantor. Donna velata con bambino
Descrizione: Ezilí Dantor o Erzulie Dantó è il più importante  Loa (spirito-guida) della famiglia Petro all’interno del pantheon Vodou di Haiti.

Ho raffigurato lei come una giovane dalla carnagione scura avvolta nell’ombra, il capo coperto dal manto blu, il colore che la contraddistingue .

Il buio è controbilanciato da un eccesso d’oro, le aureole raggianti, orecchini, perle esprimono la potenza dell’energia di questo personaggio che mi ha colpito tra tutti i loa dell’universo haitiano.

“Il suo culto viene celebrato di martedì il martedì, normalmente in forma privata, davanti ad un altarino di colori blu, verde e rosso, sul quale vengono offerti campioni di crema di cacao, gioielli, anelli d’oro e profumo Florida Water (simile all’acqua di Colonia). In occasione della ricorrenza annuale, viene anche presentato un maiale opportunamente trattato.

Secondo la ltradizione, la rivolta degli schiavi del 1791 ebbe inizio con un patto spirituale che si concluse con una grande festa in onore dell’entità spirituale, che è divenuto l’Iwa della vendetta e della rabbia, protettore della nazione. Durante gli anni’70 e ’80, il culto fu riscoperto dalle madri single…”

(cit tratta da Wikipedia)

Supporto: Tavola gessata
Tecnica: Pittura a olio
Data: 02 / 02/ 2022
Dimensioni: H 60 – L 30 – P 0,5 cm
Cornice: D Montare
Dimensioni cornice: H 75 – L 55 – P 6 cm
Peso: 2 kg
Musica:
Note: ……….
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Mario

Mario - RRH003-2018

La storia della genesi del mio primo Eroe: Mario, uno di noi!

Correva l’anno 2018, il mio secondo anno di attività fieristica in giro per l’italia.

Avevo prodotto fino ad allora molti quadri di medie dimensioni, quadri decisamente trasportabili e soprattutto vendibili , quasi tutti giocati sui toni del rosso e nero e quasi tutti a tema Corvi.

Quell’estate fu spensierata e oziosa, devo dire che mi riposai parecchio e al mio ritorno di misi come di consueto a cercare tele e cornici ai mercatini.

Al Balon di Torino trovai un po’ di robetta interessante tra cui questo quadro grosso a tema “cavalli” ma francamente era troppo grande per i miei standard, decisi di non prenderlo.

Sulla via del ritorno, mentre i banchi stavano smontando rividi quel quadro e una donna discutere sul da farsi.

Era la proprietaria del banco che stava decidendo se ricaricarselo nel furgone o ficcargli due mazzate e buttarlo nell’immondizia.

Mi fece una gran pena e così decisi di prenderlo io! mi diceva qualcosa ma era davvero troppo grosso… Il Seguito della storia mi ha insegnato ad assecondare sempre il mio istinto.

Portato in laboratorio ci lavorai su abbastanza subito, una bella mano di nero di fondo per coprire il vecchio dipinto e voitlà! una enorme tela nera ora troneggiava e ingombrava lo studio.

Ok ma che ci faccio ? pensai;

Postai la foto della tela annerita sul mio facebook e proposi al pubblico un simpatico gioco che ancora oggi faccio : cosa ci vedi nella tela nera?

Le persone scrissero i soggetti più strampalati: dalle bambole assassine agli unicorni alati a semplici buchi neri cosmici.

Ma io non ci vedevo proprio niente di niente!

Ora, dovete sapere che il 99% delle volte io dipingo completamente a caso!

Metto un po’ di musica e svuoto la mente

Andò proprio così , Musica e zanzare per l’esattezza in un caldo inizio settembre e nacque Mario.

Mi venne naturale chiamarlo così , buona alla prima!

Mario - RRH003-2018
Mario – RRH003-2018

Probabilmente lo mostrai a qualcuno e dissi “questo è Mario”.

Nessun dubbio , era proprio Mario!

Sul finire di quel mese Mario debuttò in fiera in quel di Santa Maria di Piave alla Gothika 2018 , lo posizionai su di un cavalletto all’angolo di una grande parete espositiva di 6 metri dove erano esposti tutti gli altri quadri.

Mario attirò tantissimo l’attenzione e rischiò per ben 2 volte di andarsene ma non volle e ritornò con me a casa.

Nel mese successivo la mia famiglia fu colpita da una brutta tragedia , mio zio ci lasciò all’improvviso e io mi presi in carico di ospitare la sua gatta da poco divenuta mamma di 5 micetti bellissimi. Li sistemai in laboratorio.

La micia e i gattini usavano dormicchiare vicino a Mario e da lì vennero fuori una serie di scatti dolcissimi di questo diavolone nero e dei suoi micetti che subito divennero virali e molti iniziarono a commentare queste mie foto rivolgendosi a lui, a Mario , direttamente!

  • Mario - RRH003-2018
  • Mario - RRH003-2018

Mario di qua e Mario di là insomma.

A fine ottobre io, Mario e tutti i quadri partimmo per Lucca Comics & Games dove ci aspettavano Stefano di Scritto a Mano e il Pe per affrontare una delle fiere più importanti ed elettrizzanti a cui io abbia mai partecipato.

Passammo un intera giornata ad allestire lo stand con la cura e la maniacalità che ci contraddistingue (di questo vado davvero molto orgogliosa!) ma questo Mario così grosso non trovava pace .

lo mettiamo qua , lo mettiamo là… era grosso!

Alla fine decidemmo di posizionarlo su di un tavolo appoggiato alla parete centrale anche se come posizione non ci piaceva moltissimo.

Mario - RRH003-2018
Mario – RRH003-2018

E invece….

Quel quadro nella sua semplicità aveva una cosa che attirava tantissimo gli sguardi, non capivamo bene cosa al momento e lui stette lì per tutta la fiera a salutare tutti quelli che entravano in stand chiedendo tra le altre cose :” e questo CHI è?” “Mario” rispondevamo noi !

Figuratevi un ambiente come quello del Comics, pieno di persone con una immaginazione epica molto fervida! ecco forse ora potete capire: Mario era diventato un Personaggio Reale!!

Iniziammo a chiedere ai clienti che mostravano curiosità nei suoi confronti cosa esattamente li colpiva di quel quadro, “è vivo” dicevano alcuni, ” è dolcissimo” dicevano le grupies, “ha lo sguardo ipnotico” era l’opinione di molti.

  • Mario - RRH003-2018
  • Mario - RRH003-2018
  • Mario - RRH003-2018
  • Mario - RRH003-2018
  • Mario - RRH003-2018

Addirittura un giovane regista lo voleva per girare un cortometraggio macabro.

Ma non gliel’ho mica dato!

Mario rimase con noi per tutta la fiera e anche in quell’occasione decise di ritornare a casa con me ma non passò molto tempo che venni contattata e con un misto di felicità e tristezza decisi di venderlo.

Quando il cliente venne a ritiralo davvero ci lasciai un pezzo di cuore, ve lo assicuro! capita molto spesso ma quella volta, testimoni gli amici che erano lì ho fatto davvero davvero fatica a lasciarlo andare.

Ma i quadri son così, ad un certo punto decidono di lasciarti e se li trattieni si offendono;

Dipingerlo di nuovo? fuori discussione!

Mario mi ha insegnato a seguire l’istinto, a dipingere senza pensare, a osare soprattutto!

ma chi è che si metterebbe mai in casa un demone di 1 metro per 70 centimetri dai! eppure….

Elisa RRH

Franco Pezzini

Franco Pezzini (Torino, 1962), laureato in Diritto Canonico con la tesi Esorcismo e magia nel Diritto della Chiesa, è studioso dei rapporti tra letteratura, cinema e antropologia, con particolare attenzione agli aspetti mitico-religiosi e al Fantastico. Tra i fondatori negli anni Ottanta della rivista ‘L’Opera al Rosso’, è ora membro del Coordinamento di Redazione de ‘L’Indice dei libri del mese’, della Redazione di ‘Carmillaonline. Letteratura, immaginario e cultura di opposizione’, e suoi articoli sono apparsi su varie testate (‘Poesia’, pagine culturali di ‘Avvenire’, ‘tuttolibri’, ‘LN │ librinuovi.net’). Ha pubblicato i saggi Cercando Carmilla. La leggenda della donna vampira (Ananke, 2000); Le vampire. Crimini e misfatti delle succhiasangue da Carmilla a Van Helsing (con Arianna Conti, Castelvecchi, 2005); The Dark Screen. Il mito di Dracula sul grande e piccolo schermo (con Angelica Tintori, Gargoyle Books, 2008); Peter & Chris. I Dioscuri della notte (con Angelica Tintori, Gargoyle Books, 2010); Victoriana. Maschere e miti, demoni e dèi del mondo vittoriano (Odoya, 2016); L’importanza di essere Lucio. Eros, magia & mistero ne L’asino d’oro di Apuleio (Odoya, 2017); L’odissea di Encolpio. Sesso, licantropi & labirinti nel Satyricon di Petronio (Odoya, 2017); Fuoco e carne di Prometeo. Incubi, galvanisti e Paradisi perduti nel Frankenstein di Mary Shelley (Odoya, 2017); l’antologia saggistica di AA.VV., Jolanda & CO. Le donne pericolose (curata con Fabrizio Foni, Cut-Up, 2017); Edgar Allan Poe. La camera pentagonale. Tutto Poe, vol. 1, primo di una trilogia (Odoya, 2018; vol. 2 di prossima pubblicazione, 2021); il dittico Tutto Dracula (entrambi i volumi Odoya, 2019); Profugus. Misteri, migrazioni e Popoli del mare nell’Eneide di Virgilio (Odoya, 2019);  la lezione recitabile Enea profugo portata in scena dalla Compagnia Marco Gobetti a partire dal 2018; Le nozze chimiche di Aleister Crowley. Itinerari letterari con la Grande Bestia (Odoya 2020); oltre a contributi in antologie e riviste accademiche e non. Ha curato l’edizione Bram Stoker, Dracula! (Mondadori, Oscar Draghi, 2019). Alcuni dei suoi testi sono stati adottati nel tempo in corsi universitari. È lettore del Premio Calvino. È animatore della Libera Università dell’Immaginario, con cui tiene da anni corsi monografici; Vicepresidente del Comitato Scientifico di Autunnonero, Festival Internazionale di Folklore e Cultura Horror; membro del Comitato scientifico del MUFANT – MuseoLab del Fantastico e della Fantascienza di Torino (area Gotico). ‘Giap’, il sito dei Wu Ming, lo definisce “massimo esperto italiano di letteratura fantastica-horror vittoriana”.

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La Danza Macabra

Danza macabra - RRH001-2021

La tecnica della tempera all’uovo alla maniera di RRH per realizzare il quadro “La Danza Macabra”

Da tempo meditavo di prendere in mano una tecnica che per motivi di studio avevo maneggiato molti anni fa.

Erano gli anni dell’Accademia di Belle Arti, l’Albertina di Torino per la precisione durante il primo anno del corso di Restauro durante il seminario per il corso sull’affresco .

Avevo usato l’uovo per la realizzazione dei cartoni preparativi all’affresco e solo un paio di volte ancora poi per realizzare copie di Icone.

 Lì soprattutto ho imparato ad apprezzare la tempera e la doratura a guazzo.

Dicevo quindi che da anni volevo riprovare ma per un motivo o per l’altro avevo sempre rimandato. Fino ad ora.

Danza macabra - RRH001-2021
Danza macabra – RRH001-2021

Il quadro che ho realizzato è una Danza Macabra molto grande , con la cornice siamo a 70 cm x 140 cm , soggetto e supporto si prestavano molto bene a questa tecnica e così ho deciso di provarla.

Ho voluto seguire abbastanza fedelmente le indicazioni di Cennino Cennini che nel 400 aveva dedicato alla tempera all’uovo un lungo capitolo al quale anche al giorno d’oggi tutti fanno riferimento. 

 Il supporto 

Ho tagliato le mie tavole di pioppo lamellare da inserire in queste vecchie cornici dorate e ci ho messo un bel po’ devo dire.

Nel frattempo avevo messo a gonfiare in acqua i grani di colla organica che poi ho riscaldato a bagnomaria  e ho ottenuto la mia bella e puzzolente colletta che ho applicato a pennello su fronte retro e fianchi del mio supporto ligneo. 

Successivamente ho imbibito la tela di cotone con la colletta e l’ho applicata prima sul fronte facendola aderire molto bene e poi sui fianchi.

Per finire ho teso la tela sul retro e ho rifinito con abbondante colla per fissarla bene. 

Due giorni dopo ho preparato nuova colla che stavolta ho unito al gesso di Bologna e ho preparato il fondo con 8 mani stese a pennello.

Ad asciugare ci ha messo 3 giorni .

Successivamente ho carteggiato con la carta seppia per ottenere una superficie liscissima .

Il medium a uovo e i pigmenti 

Ci sono tantissime ricette per costruirsi un buon medium a uovo, la ricetta “madre” ovvero quella originale che i monaci usavano per dipingere i codici miniati prevede l’utilizzo del solo rosso d’uovo, qualche goccia di latte di fico e una goccia di miele .

Io il latte di fico non lo avevo, difficile in inverno oltretutto rimediarlo, quindi ho sperimentato la versione uovo e gocce d’aceto – orribile come odore – ; uovo e grappa ; uovo e gomma arabica . Si usa sempre anche un po’ di acqua distillata e se bisogna usare il blu oltremare, meglio scegliere grappa o alcol perché l’avete lo ossida .

Il blu non lo uso praticamente mai, la mia tavolozza minimale è composta da neri, bianco di titanio, biacca, seppia, terra d’ombra naturale, terra di Siena bruciata e naturale, caput mortum e rosso di Cadmio scuro.

È stato fondamentale usare dei pennelli di qualità superiore . Io li uso comunque sintetici ma devono essere super pennelli! Un po’ di tutte le taglie ovviamente ma sicuramente con l’uovo vincono i pennelli tondi dal n°3 in giù fino almeno allo 0000. 

L’esecuzione

Qui qualche mio professore mi avrebbe tirato un cazzotto volentieri . Perché? 

Perché io ho fatto un bel disegno preparativo , lo giuro, magari non dettagliatissimo ma si, lo avevo fatto e l’ho riportato sulla mia bella tavola e poi non ho seguito praticamente nulla di ciò che avevo disegnato . MALE

Pare sia molto sbagliato come metodo, lo so, perché è una tecnica questa che va progettata e poi eseguita…. se la vuoi usare come la usavano gli antichi ovviamente .

L’amico Amanuense mi disse una volta che i monaci miniaturisti non mescolavano mai i colori tra loro perché l’atto di mescolare aveva un qualcosa di simile all’atto sessuale 😆 che strani i monaci.

I miei colori hanno fatto delle orge quindi 😜😆😆

Ho costruito l’immagine partendo dalla scenografia e da lì è venuta fuori la scena:

Un chiostro in rovina che sorge ai piedi di una montagna è il teatro che ospita la Danza dei Morti

La Luna d’oro fa risplendere le stelle nel cielo nero.

La montagna buia è punteggiata da lumini di una processione infinita che pian piano scendono giù tra i boschi neri e giungono sulla scena principale: 

Qui vediamo molti personaggi che interagiscono tra loro , alcuni musici , alcuni ballerini. 

Al centro il Re sembra confuso mentre uno scheletro senza sudario- ho voluto rappresentare qui la Morte come nuda e semplice verità- gli ghermisce la mano inanellata mentre a sinistra un altro scheletro si allontana dimenticandosi la mano in mano al Re. 

Subito a sinistra dello scheletro monco ci sta l’amanuense Scritto a Mano – Scriptorium Amanuense nella sua posa marziale d’orgoglio mentre mostra il suo primo Rotolum – quasi vergine – ed è ritratto con il suoi abiti preferiti. 

Altri personaggi popolano il lato destro del dipinto, i morti si scambiano una clessidra gocciolante sangue mentre la Giustizia armata di spada d’oro e bilancia , tenta di fuggire da ciò che sta succedendo più a sinistra ma l’amico Doctor Plague – il Medico Covidio ormai onnipresente- la invita a guardare: il Papa in catene d’oro china il capo e offre la sua santità al Frate con il saio ridotto a brandelli che con soddisfazione gli fa vedere cosa ne pensa della sua croce.

Nella parte alta del dipinto ci sono gli Arcieri , due dei quali a cavallo, e le due Tristi Mietitrici che aiutate da un Corvo forniscono l’illuminazione alla scena .

A destra in alto , vicino alla luna ci sono io con i miei corvi intenta a dipingere la scena . 

Ecco io ero partita cercando di usare i colori nella maniera più tradizionale possibile e invece alla fine non ho resistito e ho un po’ “piegato” la tempera all’uovo al mio stile. 

Lunga preparazione , lunga esecuzione ma che dire… io mi sono divertita tanto! Penso che questa tecnica si presterà benissimo su alcuni dei miei soggetti preferiti.

Secondo voi? Quali sono i soggetti che potrei realizzare a Tempera all’uovo?

Elisa RRH
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Die Toteninsel

Die toteninsel - RRH034-2020

La mia personale reinterpretazione in vero stile RRH dell’opera “l’isola dei morti” (Die Toteninsel) di Arnold Böcklin

Da tempo meditavo di proporre una mia reinterpretazione di questo quadro, di cui l’autore stesso produsse varie versioni.

In un primo momento avevo pensato ad una citazione e avevo abbozzato l’isola sull’orizzonte di un mare nero: volevo che stesse lì, che rappresentasse un punto di arrivo, una meta per qualcuno che in primo piano si sarebbe lentamente avvicinato su di una barca; ma più sbozzavo, più l’isola cresceva, non riuscivo a centrare la dimensione e cresceva e cresceva.

Quando finalmente mi ritenni soddisfatta, non mi ero accorta che si era presa tutta la tavola e, come è mia usanza, ho lasciato comandare lei e da citazione è divenuta tributo.

Die toteninsel - RRH034-2020
Die toteninsel – RRH034-2020

La mia “Die Toteninsel” – mi piace chiamarla con il suo nome in lingua originale – troneggia possente in mezzo al mare nero che riflette un cielo rosso e nuvoloso, come se a breve stesse per piovere sangue; la pietra grigia della roccia, però, si rifiuta di accettare quel riflesso e mantiene il suo freddo bagliore ultraterreno.

I muraglioni grigi di roccia accerchiano una fitta boscaglia di cipressi più scuri del normale: loro non riflettono la luce, ma l’assorbono e si ergono ritti e giudicanti.

Rappresentano l’elemento che da sempre ha sempre rapito il mio occhio: il buio, l’ignoto. 

Die toteninsel - RRH034-2020
Die toteninsel – RRH034-2020

L’isola appare tetra e inquietante anche per un altro particolare: l’edera rossa rampicante che sembra brancarla come un parassita venuto da chissà dove e questa è una citazione da “La Guerra dei Mondi” di H.G. Wells che da poco avevo riletto.

Quel rampicante mi impressiona da sempre, è una specie di “Morte Rossa” se ci pensate.

Lo si vede spesso lungo i muri delle case abbandonate o aggrovigliato ad alberi morti e pali della luce, soffoca le rive infestate dai rovi tingendo la collina di quell’anomalo rosso e grigio secco che mi fa pensare all’imminente arrivo dell’inverno.

Böcklin era ossessionato dal tema “Isola dei Morti” al punto che la dipinse ben 5 volte.

Die toteninsel - RRH034-2020
Die toteninsel – RRH034-2020

La prima versione pare si intitolasse “Un posto tranquillo”, poi cambiò il titolo.

In effetti quello che trasmette l’Isola del pittore tedesco a una sensazione di tranquillità inquieta, quel soggetto alle mie orecchie non “suona” quando lo guardo, sento solo il silenzio e ogni tanto abbiamo tutti bisogno di silenzio, ecco perché mi piace.

Calma, silenzio. Anche la mia versione non riesco ad abbinarla ad uno stato d’animo musicale, ma mentre Böcklin mi comunica tranquillità, calma e silenzio, la mia mi comunica una silenziosa inquietudine, un presagio…

Die toteninsel - RRH034-2020
Die toteninsel – RRH034-2020

In questi giorni il quadro sarà verniciato e incorniciato e sarà finalmente pronto per partire.

Misurarmi con i temi classici mi è piaciuto e credo che non passerà molto tempo prima del prossimo tributo.

Avete suggerimenti?

Quale quadro vi piacerebbe vedere reinterpretato in stile RRH?

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Barabba

Barabba - RRH015-2020

Il corvo nato per sbaglio, Barabba: quando la materia e l’istinto artistico dominano e trasformano il progetto originale

Barabba è un corvo nato per sbaglio.

Avevo in mente tutta un’altra cosa, lo giuro.

Avevo questa cornice e una tavoletta di compensato della misura esatta.

Le due andavano proprio a nozze, ma la tavoletta era trattata con uno strato di colla molto molto spesso.

Ho dato il mio fondo rosso e già avevo i miei dubbi perché non asciugava bene.

Barabba RRH015-2020
Barabba RRH015-2020

Quando fu la volta di metterci il mio corvetto mi son resa conto che il colore colava: superficie troppo liscia mannaggia!

Come da prassi mia, ho abbandonato il soggetto iniziale e ho lasciato decidesse questo supporto idrorepellente.

Risultato: Barabba.

Barabba

Barabba - RRH015-2020

Barabba

Titolo / Title: Barabba
Soggetto / Subject: Corvo.Crow.
Descrizione / Description: Un corvo su sfondo rosso.A raven on a red background.
Supporto / Support: Compensato

Plywood

Tecnica / Technique: AcrilicoAcrylic
Data / Date: 06 / 04 / 2020
Dimensioni / Size: H / H 50 – L / W 35 – P / D 1 cm
Cornice / Frame: si / yes
Dimensioni cornice / Frame size: H / H  60 – L / W 40 – P / D 5 cm
Peso / Weight: 2,0 kg
Musica / Music: ……………………………..
Note / Notes: ……………………………..