Pubblicato il Lascia un commento

Amerigo Vespucci

Amerigo Vespucci RRH001-2019

La Storia del mio amore per il mare…la Nave Amerigo Vespucci

Amerigo Vespucci RRH006-2021

Quando ero bambina amavo l’arrivo dell’estate perché per la mia famiglia estate voleva dire Mare.

Passavo praticamente tutti i 3 mesi estivi in vacanza con nonni e zii ad Imperia e poi arrivava il momento magico e partivamo io mamma e papà per qualche meta un po’ più lontana come la Sicilia, la Spagna o la Francia.

Si partiva di notte rigorosamente in macchina, la 131 Fiat blu che io amavo tantissimo…

Io pativo tantissimo il mal d’auto e il tratto Torino-Genova era un inferno per me ma mia mamma mi diceva “ guarda tra un po’ vedi il mare laggiù” e io , intenta a cercarlo mi distraevo e poi lui finalmente appariva!

Ogni volta era l’emozione più bella e i miei dicevano “ adesso comincia la vacanza!”.

Quelle ore infinite passate in auto con lo sguardo fisso verso il blu sono uno dei ricordi più belli della mia infanzia, l’autoradio suonava Battisti, De Gregori, Venditti, Bennato e L’ immancabile Orfeo 9 di Tito Schipa Jr.

Ho la fortuna di avere due genitori giovanissimi e all’epoca lo erano parecchio quindi le nostre mete vacanziere erano poco “bambinose” , e io ero perennemente con le spalle bruciate scarrozzata qua e là tra un tuffo in una caletta sperduta e l’esplorazione di spiagge desolate impossibili da raggiungere.

Metà vacanza andava così.

L’altra metà andavamo a vedere barche.

Barche, barche, porti, fiere di barche, saloni di barche… e poi papà fantasticava su quale comprare , sicuro sicuro voleva la barca a vela.

Non mi ricordo, devo chiedere, se siamo mai saliti sull’Amerigo Vespucci, ho un vago ricordo di un Veliero , non son sicura sia stato proprio questo ma quella volta , di questo sono sicura, mi innamorai della voce della Nave: lo sciabordio dell’acqua del mare e le cime che scricchiolano sotto la tensione e poi si zittiscono, i legni che rumoreggiano e cigolano sotto i passi e le vele che si tendono! e i gabbiani che strillano!!! un concerto bellissimo e profumato di mare

Dopo 30 anni papà si comprò finalmente la barca e tutt’oggi naviga spesso e si diverte un sacco.

Io patisco il mare peggio della macchina e ammetto non ci vado spesso a veleggiare ma questo amore per le barche mi è rimasto dentro , ecco perché ogni volta che mi viene commissionato da Scritto a Mano – Scriptorium Amanuense il ritratto della Vespucci mi si apre il cuore.

Questo è l’unico soggetto che ho realizzato già 4 volte – la quinta è in cantiere- su commissione e non mi stanco mai di fare , cerco sempre di utilizzare una tecnica diversa, un supporto , una foto diversa per non realizzare copie esatte.

  • Amerigo Vespucci rrh005-2021
  • Amerigo Vespucci RRH001-2019
  • Amerigo Vespucci

Nella gallery potete vedere le prime tre riproduzioni del Vespucci mentre nel primo video trovate l’ultima che ho realizzato . Vi piacciono?

Elisa RRH
Pubblicato il Lascia un commento

Spirits of the Forest

Spirit of the forest rrh004-2021

L’importanza della cornice e la pittura emozionale

Spirit of the forest rrh004-2021
Spirit of the forest rrh004-2021

Sono circa 10 giorni oramai che per l’ennesima volta mi ritrovo in lockdown, ebbene si, il piccolo paesetto in cui vivo nella campagna torinese è bloccato .

Questa volta non mi faccio fregare ! non costruirò un altro pollaio come successe a marzo 2020!

Questa clausura forzata non è da me! io sono un animaletto da viaggio e dopo un anno di questa vita inizio ad accusare i colpi.

Per fortuna la Musica, mia eterna Musa mi aiuta in questi casi a svuotare la mente e mentre dipingo tutto sparisce: il Covid 19, la politica, l’economia .. solo immaginazione a ritmo di musica.

Pochi giorni fa è uscito il nuovo singolo di Justin Sullivan dei New Model Army, mia band preferita in assoluto e mia prima Musa artistica .

Justin è un poeta, un cantautore, un cantastorie pazzesco e visionario e per me ascoltare la sua musica mi dà un senso di pace unico davvero.

Quando ho voglia di dipingere ma non so cosa dipingere metto il pilota automatico : musica, fondo nero e pennelli grandi . E comincio completamente a caso a sporcare di grigio acquoso il fondo nero finchè non esce un ombra, un qualcosa che mi può dare il LA e cominciare a raccontare una storia .

La storia di Spirits of the forest comincia da una macchietta bianca che ricordava un cervo accovacciato, poi un albero, poi un altro cervo accovacciato. “Cervi bianchi come spiriti” ho pensato, eterei. Ma due cervi non avevano senso e così è uscito il terzo e dietro a lui la tela nerissima mi ha suggerito un altro albero in ombra e sull’albero di nuovo una macchia bianca ma stavolta sembrava un lupo e in poco più di 20 minuti avevo abbozzato una scena con un pennello da 12.

A questo punto , quando ho le idee chiare comincio a rifinire e a far ballare i pennelli piccini , io uso i Borciani e Bonazzi che trovo siano i migliori pennelli in assoluto.

Da questi pennellini sono usciti filamenti, puntolini, lame di luce, lame d’ombra e poi un piccolo personaggio scuro al centro, il dio della Foresta credo. La Luna infine ha chiamato la Notte, il personaggio della mia serie di quadri “Night” di cui ho già all’attivo 4 versioni.

Ecco come nasce un quadro emozionale in casa RRH.

E poi c’è La cornice.

Avevo questa cornice vecchia , tutta grigio-beige , l’ha recuperata mia nonna qualche mese fa.

L’ho pulita e non era un granchè ma sotto lo sporco le applicazioni dorate erano molto carine e leggere sebbene abbastanza logore; ho deciso di non ridorarle ma di far risaltare lo scintillio di quell’oro vecchietto e flebile mettendolo in contrasto con fondi neri nerissimi. E il gioco è fatto !

Che ve ne pare?

Se ci pensate bene, la cornice è una cosa importantissima ! La cornice è l’elemento che lega un luogo in un mondo REALE, casa nostra, ad un mondo IRREALE, ciò che è dipinto! La cornice giusta ci permette di saltare nel mondo della fantasia, la cornice sbagliata troppo nuova, troppo sottile, troppo spessa, blocca il salto e la nostra esperienza emotiva di quando guardiamo un quadro ne risente.

Ci avevate mai pensato?

Cerco di fare del mio meglio per dare al mio quadro la cornice che si merita e molto spesso ci metto anche un sacco di tempo a sistemarne una vecchia ma il risultato mia appaga moltissimo.

Ed è divertente!

Elisa RRH

Pubblicato il Lascia un commento

Olandese Volante

Olandese volante rrh003-2021

Ricominciamo dal mare

Il mare e’ come il veleno, una volta entrato nel sangue, non esce più

Olandese volante rrh003-2021
Olandese volante rrh003-2021

Immaginatevi la notte, la luna piena e il mare in tempesta.

Immaginate di essere il Capitano della nave

Quella strana nebbia notturna ti confonde, non riesci a vedere la costa..

Ad un tratto finalmente eccolo: il faro! La scogliera! Siamo a casa dici al tuo equipaggio urrá!

In quell’esatto momento senti un rumore sordo… una bassa vibrazione .. rumore di legni che scricchiolano

Il vento che sta soffiando a poppa tutto ad un tratto cambia direzione

Si crea un’innaturale vortice

Ma quell’odore… quell’odore ti preoccupa Capitano..

Che cos’è? Odore di marcio, di putrefazione.

Odore di un tempo non attuale e subito un presagio!

Da sopra la costa sbuca dalla nebbia l’Olandese Volante, non è possibile!

Quella nave fantasma appare di giorno con la Fata Morgana! Non può esistere di notte!

Non hai dubbi, è l’Olandese

Le vele insozzate da putrido liquame viscido sono gonfie del vento che sta volta spira dalla sua di poppa

L’Olandese, è lui… lui vola

In un attimo, Capitano, in un attimo hai compreso che la tua ora è arrivata. Forse…

Olandese volante rrh003-2021
Olandese volante rrh003-2021

Lo avevo annunciato da qualche mese, da quando il mio Demeter ha salpato l’ancora dal porto del mio laboratorio : non posso stare senza navi!

La mia passione per il mare è cosa nota tra quelli che mi conoscono e mai come quest’anno ne ho sentito così tanto la mancanza.

Ho passato la mia infanzia a girare porti e fiere sulle barche perchè mio padre ha sempre avuto questa passione e ho imparato ad amare le barche a vela sebbene io patisca tantissimo il maldimare ahaha

I grandi vascelli mi commuovono, letteralmente mi salgono le lacrime agli occhi quando ne vedo uno anche all’orizzonte , mi danno una sensazione di libertà, di potenza.. e poi hanno sempre dei nomi bellissimi, non trovate?

Ebbene, tutte le mie navi 2020 e 2019 son partite e a me tocca ricostruire una flotta! e perchè non partire da un vascello fantasma leggendario?

“Secondo il folclore nordeuropeo, l’Olandese Volante sarebbe un vascello fantasma che solca i mari in eterno senza una meta precisa e a cui un destino avverso impedirebbe di tornare a terra. Il vascello verrebbe spesso avvistato da lontano, avvolto nella nebbia o emanante una luce spettrale. I marinai della nave sarebbero fantasmi che tentano a volte di comunicare con le persone sulla terraferma” (cit. https://it.wikipedia.org/wiki/Olandese_Volante ).

La storia è stata in seguito reinterpretata e resa celebre in tutta Europa da Richard Wagner, con l’opera L’olandese volante (1841), e dallo scrittore Washington Irving con The Flying Dutchman on Tappan Sea (1855). Inoltre l’Olandese Volante veniva già citato brevemente nel decimo capitolo del romanzo Storia di Arthur Gordon Pym di Edgar Allan Poe, pubblicato nel 1838. (fonte : https://it.wikipedia.org/wiki/Olandese_Volante ).

Come sempre son partita da un fondo nero acrilico e da qualche macchia grigiastra che è subito diventata nebbia .

Dalla nebbia ci ho visto una prua e da lì con naturalezza è uscito l’Olandese.

Quando finisco di dipingere mi fermo un giorno e poi lo riguardo per capire cosa mi ha portato a raffigurare quella scena.

Posso interpretare questo quadro come una metafora di ciò che sta succedendo ora: la nave che prima si sente spersa e poi vede la Luce del faro, la speranza del lieto fine imminente , la fine di un turbolento viaggio -il nostro stramaledettissimo Covid19– e poi all’improvviso una minaccia ti impedisce di raggiungere il tuo obiettivo! ti travolge come un enorme vascello che spunta dalla nebbia e distrugge i tuoi sogni, i tuoi progetti, la tua vita.

Per la prima volta devo dire che ho pensato di aver dipinto un quadro dal significato negativo – la negatività è cosa che non mi appartiene – ma poi se ci fate caso ci sono gli elementi di salvezza : c’è il faro , c’è la Luna piena e c’è una parte di cielo stellato.

Olandese volante rrh003-2021
Olandese volante rrh003-2021

La nave affonda ma siamo in acque basse a pochi metri dalla costa .

Il mio Olandese vuole raccontarci di quanto questo periodo ci stia provando e di quanto dobbiamo ancora tribolare probabilmente per ottenere la salvezza ma possiamo farcela perchè vediamo la terra sicura!

Perciò Marinaio, nuota perchè qui non si molla !

Elisa RRH
Pubblicato il Lascia un commento

La Danza Macabra

danza macabra rrh001-2021

La tempera all’uovo alla maniera di RRH

danza macabra rrh001-2021
danza macabra rrh001-2021

Da tempo meditavo di prendere in mano una tecnica che per motivi di studio avevo maneggiato molti anni fa.

Erano gli anni dell’Accademia di Belle Arti, l’Albertina di Torino per la precisione durante il primo anno del corso di Restauro durante il seminario per il corso sull’affresco .

Avevo usato l’uovo per la realizzazione dei cartoni preparativi all’affresco e solo un paio di volte ancora poi per realizzare copie di Icone.

 Lì soprattutto ho imparato ad apprezzare la tempera e la doratura a guazzo .

Dicevo quindi che da anni volevo riprovare ma per un motivo o per l’altro avevo sempre rimandato. Fino ad ora.

Il quadro che ho realizzato è una Danza Macabra molto grande , con la cornice siamo a 70 cm x 140 cm , soggetto e supporto si prestavano molto bene a questa tecnica e così ho deciso di provarla.

Ho voluto seguire abbastanza fedelmente le indicazioni di Cennino Cennini che nel 400 aveva dedicato alla tempera all’uovo un lungo capitolo al quale anche al giorno d’oggi tutti fanno riferimento. 

 Il supporto 

Ho tagliato le mie tavole di pioppo lamellare da inserire in queste vecchie cornici dorate e ci ho messo un bel po’ devo dire.

Nel frattempo avevo messo a gonfiare in acqua i grani di colla organica che poi ho riscaldato a bagnomaria  e ho ottenuto la mia bella e puzzolente colletta che ho applicato a pennello su fronte retro e fianchi del mio supporto ligneo. 

Successivamente ho imbibito la tela di cotone con la colletta e l’ho applicata prima sul fronte facendola aderire molto bene e poi sui fianchi.

Per finire ho teso la tela sul retro e ho rifinito con abbondante colla per fissarla bene. 

Due giorni dopo ho preparato nuova colla che stavolta ho unito al gesso di Bologna e ho preparato il fondo con 8 mani stese a pennello.

Ad asciugare ci ha messo 3 giorni .

Successivamente ho carteggiato con la carta seppia per ottenere una superficie liscissima .

Il medium a uovo e i pigmenti 

Ci sono tantissime ricette per costruirsi un buon medium a uovo, la ricetta “madre” ovvero quella originale che i monaci usavano per dipingere i codici miniati prevede l’utilizzo del solo rosso d’uovo, qualche goccia di latte di fico e una goccia di miele .

Io il latte di fico non lo avevo, difficile in inverno oltretutto rimediarlo, quindi ho sperimentato la versione uovo e gocce d’aceto – orribile come odore – ; uovo e grappa ; uovo e gomma arabica . Si usa sempre anche un po’ di acqua distillata e se bisogna usare il blu oltremare, meglio scegliere grappa o alcol perché l’avete lo ossida .

Il blu non lo uso praticamente mai, la mia tavolozza minimale è composta da neri, bianco di titanio, biacca, seppia, terra d’ombra naturale, terra di Siena bruciata e naturale, caput mortum e rosso di Cadmio scuro.

È stato fondamentale usare dei pennelli di qualità superiore . Io li uso comunque sintetici ma devono essere super pennelli! Un po’ di tutte le taglie ovviamente ma sicuramente con l’uovo vincono i pennelli tondi dal n°3 in giù fino almeno allo 0000. 

L’esecuzione 

Qui qualche mio professore mi avrebbe tirato un cazzotto volentieri . Perché? 

Perché io ho fatto un bel disegno preparativo , lo giuro, magari non dettagliatissimo ma si, lo avevo fatto e l’ho riportato sulla mia bella tavola e poi non ho seguito praticamente nulla di ciò che avevo disegnato . MALE

Pare sia molto sbagliato come metodo, lo so, perché è una tecnica questa che va progettata e poi eseguita…. se la vuoi usare come la usavano gli antichi ovviamente .

L’amico Amanuense mi disse una volta che i monaci miniaturisti non mescolavano mai i colori tra loro perché l’atto di mescolare aveva un qualcosa di simile all’atto sessuale 😆 che strani i monaci.

I miei colori hanno fatto delle orge quindi 😜😆😆

Ho costruito l’immagine partendo dalla scenografia e da lì è venuta fuori la scena:

Un chiostro in rovina che sorge ai piedi di una montagna è il teatro che ospita la Danza dei Morti

La Luna d’oro fa risplendere le stelle nel cielo nero.

La montagna buia è punteggiata da lumini di una processione infinita che pian piano scendono giù tra i boschi neri e giungono sulla scena principale: 

Qui vediamo molti personaggi che interagiscono tra loro , alcuni musici , alcuni ballerini. 

Al centro il Re sembra confuso mentre uno scheletro senza sudario- ho voluto rappresentare qui la Morte come nuda e semplice verità- gli ghermisce la mano inanellata mentre a sinistra un altro scheletro si allontana dimenticandosi la mano in mano al Re. 

Subito a sinistra dello scheletro monco ci sta l’amanuense Scritto a Mano – Scriptorium Amanuense nella sua posa marziale d’orgoglio mentre mostra il suo primo Rotolum – quasi vergine – ed è ritratto con il suoi abiti preferiti. 

Altri personaggi popolano il lato destro del dipinto, i morti si scambiano una clessidra gocciolante sangue mentre la Giustizia armata di spada d’oro e bilancia , tenta di fuggire da ciò che sta succedendo più a sinistra ma l’amico Doctor Plague – il Medico Covidio ormai onnipresente- la invita a guardare: il Papa in catene d’oro china il capo e offre la sua santità al Frate con il saio ridotto a brandelli che con soddisfazione gli fa vedere cosa ne pensa della sua croce.

Nella parte alta del dipinto ci sono gli Arcieri , due dei quali a cavallo, e le due Tristi Mietitrici che aiutate da un Corvo forniscono l’illuminazione alla scena .

A destra in alto , vicino alla luna ci sono io con i miei corvi intenta a dipingere la scena . 

Ecco io ero partita cercando di usare i colori nella maniera più tradizionale possibile e invece alla fine non ho resistito e ho un po’ “piegato” la tempera all’uovo al mio stile. 

Lunga preparazione , lunga esecuzione ma che dire… io mi sono divertita tanto! Penso che questa tecnica si presterà benissimo su alcuni dei miei soggetti preferiti.

Secondo voi? Quali sono i soggetti che potrei realizzare a Tempera all’uovo?

Elisa RRH
Pubblicato il Lascia un commento

Die Toteninsel

Die toteninsel RRH034-2020

Da tempo meditavo di proporre una mia reinterpretazione di questo quadro, di cui l’autore stesso produsse varie versioni.

In un primo momento avevo pensato ad una citazione e avevo abbozzato l’isola sull’orizzonte di un mare nero: volevo che stesse lì, che rappresentasse un punto di arrivo, una meta per qualcuno che in primo piano si sarebbe lentamente avvicinato su di una barca; ma più sbozzavo, più l’isola cresceva, non riuscivo a centrare la dimensione e cresceva e cresceva.

Quando finalmente mi ritenni soddisfatta, non mi ero accorta che si era presa tutta la tavola e, come è mia usanza, ho lasciato comandare lei e da citazione è divenuta tributo.

Die toteninsel RRH034-2020
Die toteninsel RRH034-2020

La mia “Die Toteninsel” – mi piace chiamarla con il suo nome in lingua originale – troneggia possente in mezzo al mare nero che riflette un cielo rosso e nuvoloso, come se a breve stesse per piovere sangue; la pietra grigia della roccia, però, si rifiuta di accettare quel riflesso e mantiene il suo freddo bagliore ultraterreno.

I muraglioni grigi di roccia accerchiano una fitta boscaglia di cipressi più scuri del normale: loro non riflettono la luce, ma l’assorbono e si ergono ritti e giudicanti.

Rappresentano l’elemento che da sempre ha sempre rapito il mio occhio: il buio, l’ignoto. 

Die toteninsel RRH034-2020
Die toteninsel RRH034-2020

L’isola appare tetra e inquietante anche per un altro particolare: l’edera rossa rampicante che sembra brancarla come un parassita venuto da chissà dove e questa è una citazione da “La Guerra dei Mondi” di H.G. Wells che da poco avevo riletto.

Quel rampicante mi impressiona da sempre, è una specie di “Morte Rossa” se ci pensate.

Lo si vede spesso lungo i muri delle case abbandonate o aggrovigliato ad alberi morti e pali della luce, soffoca le rive infestate dai rovi tingendo la collina di quell’anomalo rosso e grigio secco che mi fa pensare all’imminente arrivo dell’inverno.

Böcklin era ossessionato dal tema “Isola dei Morti” al punto che la dipinse ben 5 volte.

Die toteninsel RRH034-2020
Die toteninsel RRH034-2020

La prima versione pare si intitolasse “Un posto tranquillo”, poi cambiò il titolo.

In effetti quello che trasmette l’Isola del pittore tedesco a una sensazione di tranquillità inquieta, quel soggetto alle mie orecchie non “suona” quando lo guardo, sento solo il silenzio e ogni tanto abbiamo tutti bisogno di silenzio, ecco perché mi piace.

Calma, silenzio. Anche la mia versione non riesco ad abbinarla ad uno stato d’animo musicale, ma mentre Böcklin mi comunica tranquillità, calma e silenzio, la mia mi comunica una silenziosa inquietudine, un presagio…

Die toteninsel RRH034-2020
Die toteninsel RRH034-2020

In questi giorni il quadro sarà verniciato e incorniciato e sarà finalmente pronto per partire.

Misurarmi con i temi classici mi è piaciuto e credo che non passerà molto tempo prima del prossimo tributo.

Avete suggerimenti?

Quale quadro vi piacerebbe vedere reinterpretato in stile RRH?

Pubblicato il Lascia un commento

Demeter

Demeter RRH006-2020

Il vascello con cui il conte Dracula affrontò il suo viaggio verso la costa Britannica.

La nave è in balia delle onde nella burrasca , il suo equipaggio è stato eliminato dal Conte e al timone non c’è nessuno ma una forza oscura lo spinge verso il porto di Whitby.

Demeter RRH006-2020
Demeter RRH006-2020

Il Conte tramutatosi in lupo nero è pronto sul ponte per compiere il balzo che lo porterà a cominciare la sua nuova vita in Inghilterra .

La storia di un Essere che per quanto malvagio e assetato di sangue affronta il mare , le sue paure , per poter continuare a vivere.

Demeter RRH006-2020
Demeter RRH006-2020

Il vascello è ritratto al chiaro della luna piena , le vele sono ammainate come se l’ultimo ordine impartito fosse quello di prepararsi alla burrasca.

Lo scafo è innaturalmente ricurvo come se stesse per spezzarsi.

Ad ovest il cielo si rasserena ed il conte sa che arriverà indenne a Whitby.

Demeter RRH006-2020
Demeter RRH006-2020

Questo è un quadro che oscuro che inneggia alla vita che dopotutto vince sempre.

Questo è il quadro del 2020 che amo di più in assoluto .