Le cover di Red Right Hand Workshop

The Caste at the Edge of the Forest
Gran Madre di Dio e il fiume Po

Buongiorno oggi parliamo di quadri dimenticati e recuperati. Spesso come è ormai noto mi piace recuperare materiale vecchio, non solo le cornici o il supporto , spesso capita di avere tra le mani dipinti vecchi e abbandonati di buona fattura che meritano una seconda chance . Questo  il caso dei due acquerelli che recentemente ho trovato dal mio rigattiere inizialmente acquistati per le meravigliose cornici gemelle dorate e deliziosamente decorate; per una manciata di euro mi son portata a casa questi due oggetti ai quali non ho badato per giorni e sono finite nell’angolo delle cornici da smontare.  Immaginatevi il mio laboratorio di pittura come l’antro di Mangiafuoco, in inverno c’è una vecchia stufa a legna che uso -ancora per poco- per scaldarmi… le cornici attendono in un angolo il loro turno di essere valutate , smontate smembrate talvolta e ricomposte  mentre nella stufa finisce spesso tutto il materiale di scarto tipo la carta che fodera il retro dei quadri , stampe orrende e carta ingiallita. Sia ben chiaro: mai un originale per quanto brutto o rovinato sia finisce nel fuoco… lo conservo nel mio “cimitero dei dipinti” e qualcuno ogni tanto anche da lì viene riesumato e utilizzato. Raro ma succede, nella stufa di Mangiafuoco ci finiscono anche cornici irrecuperabili e mi impressiona sempre un po’ quel momento, riesco ad attribuire un’anima a qualsiasi cosa finisca nel mio laboratorio…

Le cornici di cui sto parlando ovviamente non rischiavano assolutamente una fine del genere ma il contenuto qualora fosse stata una stampa si. Ad un primo esame mi accorgo subito che si trattava di originali ad acquerello; smonta i retro, tira i chiodi e mi compiaccio del mio acquisto! fattura eccezionale , legni perfetti e vetri satinati museali di prima scelta.  Passo ai dipinti : due vedute paesaggistiche di Torino, una è la Gran Madre di Dio che si affaccia sul Po vista dai Murazzi di sinistra , la seconda un Castello che io ho chiamato The Castle at the edge of the Forest , non so che castello sia ma dietro c’era scritto Castello di Torino e prima o poi lo troverò. Nel complesso non mi facevano impazzire, li trovavo un po’ molli ma la composizione ottima e ho optato per una trasformazione con gli acrilici : i cieli da diurni sono diventati notturni, la neve e il ghiaccio ha coperto Torino e una foresta inquietante è comparsa alle spalle del castello. : tocco finale ci ho messo i vampiri. Vampiri a Torino !

The castle at the edge of the forest
Gran madre di dio e il fiume po

Adoro il gioco della cover e lo so che Qualcuno apprezza qualcuno no ma di certo non mi importa; Pensiamo alle cornici in oro vero, io le ho acquistate davvero per una manciata di monete, ma quanto sarebbe costato un impianto del genere su un acquerellino poco più grande di una cartolina? legno, decorazione-fatta a mano- , oro zecchino e vetro satinato…. recuperare i materiali non solo per abbattere i costi ma soprattutto per ridar vita a qualcosa che qualcuno ha considerato spazzatura.  Non smetterò mai di far notare quanta bellezza e unicità c’è in un oggetto recuperato! dentro c’è l’anima di chi l’ha fatto e l’anima di chi lo ha salvato, non trovate sia emozionante? ho lavorato per 15 anni a contatto con le antichità, ho toccato e restaurato monumenti, affreschi che hanno visto le epoche passare e nella mia testa pensavo “chissà cosa hai visto” e mi immaginavo di scorrere la storia al contrario velocemente fino ad arrivare alla creazione. E da qui l’espressione “che film mi sono fatta!” .

E a voi? e mai capitato di ridar vita ad un oggetto?

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